Esistono diverse modalità di estrazione dei dati. La più semplice e alla portata di tutti è il backup temporale del dispositivo: una copia di sicurezza può davvero fare la differenza. Ma cosa succede se il backup non viene effettuato?
In questi casi, entrano in gioco strumenti e software specifici che, con un semplice clic, possono ripristinare l’indirizzo di allocazione di un file e riportarlo "in vita". Tuttavia, dietro a questo gesto apparentemente semplice si nasconde un lavoro molto più complesso.
Le modalità di estrazione si dividono principalmente in tre categorie: logica, file system e fisica.

È la più semplice ma anche la più limitata.
Questo tipo di estrazione si limita a prelevare i record dei database visibili dal sistema operativo. Nel caso degli smartphone, consente di estrarre dati come:
Anche questa modalità è limitata, ma offre qualcosa in più.
Permette di accedere alla struttura del file system e di estrarre file e cartelle leggibili, in base agli indirizzi di locazione memorizzati dal sistema.
Come la logica, non consente il recupero dei file cancellati tramite carving.


È la modalità più completa e spesso anche la più valida a livello giuridico.
Si tratta di un dump diretto della memoria o di una sua partizione. Con questa tecnica è possibile:
La procedura ISP (In-System Programming) prevede il collegamento a punti specifici sulla scheda madre indicati dal costruttore, per leggere direttamente i dati dalla memoria.
È una tecnica poco invasiva: se eseguita correttamente, il dispositivo può essere riparato e riportato al funzionamento originale.
Tuttavia, non è adatta se il dispositivo presenta guasti hardware gravi (cortocircuito sulla CPU, problemi di comunicazione con il dispositivo, etc...).


Il chip-off rappresenta l'ultima risorsa in caso di danni hardware.
Consiste nella rimozione fisica del chip di memoria dalla scheda madre per poi collegarlo a un lettore esterno.
Questa tecnica, seppur potente, è altamente invasiva e comporta rischi come:
Il recupero dei dati è una disciplina tecnica che richiede conoscenze approfondite e strumenti adeguati. Le tecniche variano in base al livello di accesso necessario e alle condizioni del dispositivo. A seconda del caso, può essere sufficiente un semplice software oppure si rende necessario un intervento tecnico delicato come il chip-off. Conoscere le differenze tra le varie modalità è fondamentale per valutare la strada migliore per riportare in vita i propri dati.
Esistono diverse modalità di estrazione dei dati. La più semplice e alla portata di tutti è il backup temporale del dispositivo: una copia di sicurezza può davvero fare la differenza. Ma cosa succede se il backup non viene effettuato?
In questi casi, entrano in gioco strumenti e software specifici che, con un semplice clic, possono ripristinare l’indirizzo di allocazione di un file e riportarlo "in vita". Tuttavia, dietro a questo gesto apparentemente semplice si nasconde un lavoro molto più complesso.
Le modalità di estrazione si dividono principalmente in tre categorie: logica, file system e fisica.

È la più semplice ma anche la più limitata.
Questo tipo di estrazione si limita a prelevare i record dei database visibili dal sistema operativo. Nel caso degli smartphone, consente di estrarre dati come:

Anche questa modalità è limitata, ma offre qualcosa in più.
Permette di accedere alla struttura del file system e di estrarre file e cartelle leggibili, in base agli indirizzi di locazione memorizzati dal sistema.
Come la logica, non consente il recupero dei file cancellati tramite carving.
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È la modalità più completa e spesso anche la più valida a livello giuridico.
Si tratta di un dump diretto della memoria o di una sua partizione. Con questa tecnica è possibile:
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La procedura ISP (In-System Programming) prevede il collegamento a punti specifici sulla scheda madre indicati dal costruttore, per leggere direttamente i dati dalla memoria.
È una tecnica poco invasiva: se eseguita correttamente, il dispositivo può essere riparato e riportato al funzionamento originale.
Tuttavia, non è adatta se il dispositivo presenta guasti hardware gravi (cortocircuito sulla CPU, problemi di comunicazione con il dispositivo, etc...).

Il chip-off rappresenta l'ultima risorsa in caso di danni hardware.
Consiste nella rimozione fisica del chip di memoria dalla scheda madre per poi collegarlo a un lettore esterno.
Questa tecnica, seppur potente, è altamente invasiva e comporta rischi come:
Il recupero dei dati è una disciplina tecnica che richiede conoscenze approfondite e strumenti adeguati. Le tecniche variano in base al livello di accesso necessario e alle condizioni del dispositivo. A seconda del caso, può essere sufficiente un semplice software oppure si rende necessario un intervento tecnico delicato come il chip-off. Conoscere le differenze tra le varie modalità è fondamentale per valutare la strada migliore per riportare in vita i propri dati.
