Pendrive
Pendrive
Pendrive
Le Pendrive sono supporti movibili utilizzati generalmente per portare piccole quantità di dati, attualmente si è arrivati a 256Gb. Anche questi, come le memory card, sono composte da una memoria che può essere di tipo NAND oppure EMMC, il tutto racchiuso in un involucro plastico. Recentemente le pendrive, per avere un incremento di prestazioni, robustezza e dimensioni, vengono incapsulate in un involucro al silicio, come le memory card, che vengono chiamate monolite. Tra i metodi di estrazione e recupero dati, come per le memory card, analizziamo in primis lo stato fisico della memoria affinché non abbia danni fisici. Appurato il buon stato fisico della memoria si procede ad un’analisi software della memoria per determinare l’integrità del supporto. Questo controllo è fondamentale per determinare il tipo di lavorazione da affrontare.
Lettura file cancellati tramite software di recupero di dati cancellati. Si consiglia di non usare la memoria, in quanto l’uso potrebbe sovrascrivere i dati di nostro interesse.
Ripristino file system tramite degli script e un software ideati da noi, possiamo recuperare la partizione corrotta e recuperare i dati, ove possibile.
Lettura diretta della memoria (ISP). Questo metodo è il più complesso e il più duraturo, in termini di recupero, in quanto si effettuano delle saldature sulla memoria su dei test point che andiamo a ricavare, per poi andare a leggere i dati grezzi direttamente dal chip di memoria. Effettuata questa lettura, i file vengono analizzati, ricostruiti (ove possibile) e interpretati per consegnare al cliente il dato leggibile. Questa procedura viene utilizzata prevalentemente su pendrive monolite.
Metodo chip-off. Consiste nello staccare fisicamente il chip di memoria dalla pendrive. La lettura dei dati viene affidata ad un software che tramite dei supporti hardware preleva il contenuto della stessa. Il software simula il controller e decifra i dati contenuti nella memoria qualora non fossero cifrati. Questa metodologia viene utilizzata nel caso in cui abbiamo pendrive con chip NAND o EMMC.
Pendrive
Le Pendrive sono supporti movibili utilizzati generalmente per portare piccole quantità di dati, attualmente si è arrivati a 256Gb. Anche questi, come le memory card, sono composte da una memoria che può essere di tipo NAND oppure EMMC, il tutto racchiuso in un involucro plastico. Recentemente le pendrive, per avere un incremento di prestazioni, robustezza e dimensioni, vengono incapsulate in un involucro al silicio, come le memory card, che vengono chiamate monolite. Tra i metodi di estrazione e recupero dati, come per le memory card, analizziamo in primis lo stato fisico della memoria affinché non abbia danni fisici. Appurato il buon stato fisico della memoria si procede ad un’analisi software della memoria per determinare l’integrità del supporto. Questo controllo è fondamentale per determinare il tipo di lavorazione da affrontare.
Lettura file cancellati tramite software di recupero di dati cancellati. Si consiglia di non usare la memoria, in quanto l’uso potrebbe sovrascrivere i dati di nostro interesse.
Ripristino file system tramite degli script e un software ideati da noi, possiamo recuperare la partizione corrotta e recuperare i dati, ove possibile.
Lettura diretta della memoria (ISP). Questo metodo è il più complesso e il più duraturo, in termini di recupero, in quanto si effettuano delle saldature sulla memoria su dei test point che andiamo a ricavare, per poi andare a leggere i dati grezzi direttamente dal chip di memoria. Effettuata questa lettura, i file vengono analizzati, ricostruiti (ove possibile) e interpretati per consegnare al cliente il dato leggibile. Questa procedura viene utilizzata prevalentemente su pendrive monolite.
Metodo chip-off. Consiste nello staccare fisicamente il chip di memoria dalla pendrive. La lettura dei dati viene affidata ad un software che tramite dei supporti hardware preleva il contenuto della stessa. Il software simula il controller e decifra i dati contenuti nella memoria qualora non fossero cifrati. Questa metodologia viene utilizzata nel caso in cui abbiamo pendrive con chip NAND o EMMC.
Pendrive
Le Pendrive sono supporti movibili utilizzati generalmente per portare piccole quantità di dati, attualmente si è arrivati a 256Gb. Anche questi, come le memory card, sono composte da una memoria che può essere di tipo NAND oppure EMMC, il tutto racchiuso in un involucro plastico. Recentemente le pendrive, per avere un incremento di prestazioni, robustezza e dimensioni, vengono incapsulate in un involucro al silicio, come le memory card, che vengono chiamate monolite. Tra i metodi di estrazione e recupero dati, come per le memory card, analizziamo in primis lo stato fisico della memoria affinché non abbia danni fisici. Appurato il buon stato fisico della memoria si procede ad un’analisi software della memoria per determinare l’integrità del supporto. Questo controllo è fondamentale per determinare il tipo di lavorazione da affrontare.
Lettura file cancellati tramite software di recupero di dati cancellati. Si consiglia di non usare la memoria, in quanto l’uso potrebbe sovrascrivere i dati di nostro interesse.
Ripristino file system tramite degli script e un software ideati da noi, possiamo recuperare la partizione corrotta e recuperare i dati, ove possibile.
Lettura diretta della memoria (ISP). Questo metodo è il più complesso e il più duraturo, in termini di recupero, in quanto si effettuano delle saldature sulla memoria su dei test point che andiamo a ricavare, per poi andare a leggere i dati grezzi direttamente dal chip di memoria. Effettuata questa lettura, i file vengono analizzati, ricostruiti (ove possibile) e interpretati per consegnare al cliente il dato leggibile. Questa procedura viene utilizzata prevalentemente su pendrive monolite.
Metodo chip-off. Consiste nello staccare fisicamente il chip di memoria dalla pendrive. La lettura dei dati viene affidata ad un software che tramite dei supporti hardware preleva il contenuto della stessa. Il software simula il controller e decifra i dati contenuti nella memoria qualora non fossero cifrati. Questa metodologia viene utilizzata nel caso in cui abbiamo pendrive con chip NAND o EMMC.

